La frase motto

La Frase “motto” di questo blog (che potete leggere in alto, vicino al titolo) è questa:

“Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro!”

(Giovanni Paolo II)

E’ la mia citazione preferita che maggiormente mi da ispirazione in tutte le cose che faccio. Sono un pò fissato con questa frase e la ripeto molto spesso.

Ma cosa significa esattamente questa frase? Cosa vuol dire “prendere in mano la vita” e  cosa si intende per “capolavoro“?

Ve lo faccio spiegare dal diretto interessato, l’autore della frase (ovvero Papa Giovanni Paolo II), riportandovi un pezzo del suo discorso dove ha pronunciato questa magnifica frase.

“(…) Vorrei, prima di tutto, riprendere il discorso che tenni circa un mese fa (…). Dissi ai giovani in quella occasione di “non appiattirsi nella mediocrità”, di “non vivere solo a metà”, ma di “prendere nelle loro mani la propria vita”, per “farne un autentico e personale capolavoro”. Ciò naturalmente vale anche per voi, e ne ho avvertito l’eco nelle parole dei due vostri amici e interpreti, quando, accennando alle difficoltà e ai disagi dell’odierna realtà sociale, hanno denunciato il pericolo di adagiarsi nella provvisorietà come stile di vita, di cedere allo scoraggiamento e di cadere nell’emarginazione. Per questo anche a voi io ripeto: a nessuno è lecito “abbandonarsi”; oggi è più che mai necessario, proprio per superare le difficoltà, che “prendiate in mano” la vostra vita! (“Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro!”)

Ma in concreto – voi potete chiedere – che cosa significa e cosa comporta tutto questo? Ecco, intendo dire che ciascuno di voi deve essere pienamente se stesso, sviluppando al meglio tutte le sue potenzialità, cercando di costruirsi compiutamente come persona.  Senza presunzione, certo, senza arroganza, ciascuno di voi deve fare appello coraggiosamente a quelle interiori risorse, deve avvalersi di quelle personali energie, che Dio creatore e provvidente ha posto in lui come altrettanti suoi doni. Il giovane che diventa uomo, pur se può usufruire dell’assistenza e dell’aiuto di altri dovrà in definitiva costruirsi con le sue forze. Non si tratta di sollecitudine e di chiusura egoistica in se stessi. Si tratta unicamente di fedeltà della propria verità di essere umani, portatori di un proprio irripetibile destino.

Sappiate, dunque, “prendere in mano” la vostra vita. Fatelo in nome di quel nucleo interno indistruttibile, che è la vostra libertà personale: un grande e prezioso dono, che Dio vi ha fatto e che Dio stesso rispetta. Quando si tratta delle scelte di fondo, quando – vi ripeto – urgono le decisioni, allora l’iniziativa spetta a voi: tocca a voi muovervi e camminare! (…)

Senza  sciupare né distruggere quello che vi è stato dato e vi è tuttora dato dai vostri genitori, dai vostri insegnanti, dai vostri sacerdoti – rappresentanti tutti e collaboratori di Dio – voi volete tracciare un vostro personale progetto di vita, che vi consenta di sentirvi pienamente voi stessi davanti ai coetanei e agli adulti, davanti a Cristo e alla sua Chiesa. (…)”

(Cagliari – Domenica, 20 ottobre 1985, discorso di Papa Giovanni Paolo II all’incontro con i giovani della Sardegna)

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